La (cattiva) coscienza del passato coloniale: il caso degli oggetti africani in Italia

18ott.9:0017:00La (cattiva) coscienza del passato coloniale: il caso degli oggetti africani in Italia9:00 - 17:00 ATTIVITÀ IN PRESENZA:LABORATORI_DIMOSTRAZIONITARGET:PER TUTTIDOVE:VILLAGGIO DELLA SCIENZA ORGANIZZATO IN COLLABORAZIONE CON:Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”Napoli

QUANDO:

18 ottobre 2024 9:00 - 17:00

SEDE EVENTO:

Napoli

ALTRI EVENTI

INFORMAZIONI ATTIVITÀ:

(cod. #P_0111)

DOVE: Villaggio della Scienza

A cura del Dipartimento Asia, Africa e Mediterraneo, Università di Napoli “L’Orientale”

Con: 

Gianfrancesco Lusini, Dipartimento Asia, Africa e Mediterraneo, Università di Napoli “L’Orientale”

Andrea Manzo, Dipartimento Asia, Africa e Mediterraneo, Università di Napoli “L’Orientale”

Michele Bernardini, Dipartimento Asia, Africa e Mediterraneo, Università di Napoli “L’Orientale”

Ilaria Zorzan, Dipartimento Asia, Africa e Mediterraneo, Università di Napoli “L’Orientale”

Gloria Manenti, Dipartimento Asia, Africa e Mediterraneo, Università di Napoli “L’Orientale”

Nei musei e nelle biblioteche di tutta Europa osserviamo spesso la presenza di oggetti di origine africana, giunti nel nostro continente a partire dalla prima metà del XIX secolo. Nel caso dell’Italia, non di rado si tratta di manufatti provenienti da Eritrea, Etiopia o Somalia, che di volta in volta si presentano come magnifiche opere d’arte o semplici utensili d’uso quotidiano, manoscritti liturgici scritti in lingue poco frequentate o capi d’abbigliamento che risalgono a scambi diplomatici. Eppure, sono sempre frammenti di un contesto lontano, del quale conosciamo assai poco, che sembrano guardarci e chiederci: come siamo arrivati fin qui? chi ci ha prelevati e perché? siamo il risultato di un acquisto, di un dono, di una spoliazione o di un saccheggio? Questi oggetti, dunque, creano in noi disagio e ci impongono l’acquisizione di una coscienza del “nostro” passato coloniale, quando gli oggetti africani potevano arrivare in Europa senza alcun rispetto per la volontà dei loro possessori, in virtù di un rapporto di forze e non nel rispetto di leggi e diritti. Vieni ad osservare una serie di manufatti, comprendine l’origine, il percorso, la vicenda, e come possono aiutarci a trasformare la (cattiva) coscienza in desiderio di dialogo alla pari con tutte le culture del mondo.

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