Dal futuro prossimo. Storia di una specie estinta

18ott.9:1510:15Dal futuro prossimo. Storia di una specie estinta9:15 - 10:15 ATTIVITÀ IN PRESENZA:CONFERENZETARGET:SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO,SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADODOVE:SALA NEWTON ORGANIZZATO IN COLLABORAZIONE CON:Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”Napoli

QUANDO:

18 ottobre 2024 9:15 - 10:15

SEDE EVENTO:

Napoli

ALTRI EVENTI

INFORMAZIONI ATTIVITÀ:

(cod. #P_0008) 

DOVE: Sala Newon

A cura del Dipartimento di Lettere e Beni Culturali, Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”

Con:

Francesco Sielo, Dipartimento di Lettere e Beni culturali, Università degli Studi della Campania “L. Vanvitelli”
Elena Porciani, Dipartimento di Lettere e Beni culturali, Università degli Studi della Campania “L. Vanvitelli”
Lucia Di Girolamo, Dipartimento di Lettere e Beni culturali, Università degli Studi della Campania “L. Vanvitelli”
Daniela Carmosino, Dipartimento di Lettere e Beni culturali, Università degli Studi della Campania “L. Vanvitelli”
Silvana Rapuano, Dipartimento di Lettere e Beni culturali, Università degli Studi della Campania “L. Vanvitelli”

Davanti alla riproduzione video del famoso fossile del dinosauro Ciro, conservato nel palazzo della Soprintendenza di Benevento, si propone la drammatizzazione dei testi di grande impatto emotivo di alcuni grandi scrittori novecenteschi come Anders, Moresco, Primo Levi, Morselli e Svevo, intervallata dai commenti di una guida letteraria, in grado di connetterli in un’unica grande storia. La narrazione, ambientata in un prossimo futuro, racconta di una specie vivente che si è estinta irreparabilmente, come se non fosse mai esistita e di cui nessuno parlerà mai più, perché non è rimasto nessuno a ricordarla. Man mano che si procede nei racconti e nei commenti si può avere modo di capire che la specie estinta di cui si parla non è quella dei dinosauri ma la stessa specie umana, definita scientificamente dal biologo evoluzionista Henry Gee come in via d’estinzione, nonostante o per meglio dire proprio a causa della sua sovrappopolazione. Le scienze naturali hanno ormai da un ventennio dimostrato che le diverse emergenze ecologiche in corso (inquinamento, cambiamento climatico, ecc.) potrebbero portare a un irrimediabile collasso nel prossimo futuro. Nonostante questa conoscenza scientifica sia di dominio pubblico, manca una reazione di massa. Psicologi come Gilbert e Stoknes sostengono che, davanti a rischi non immediati, non si attivino quelle reazioni emotive che portano l’individuo a reagire. L’umanità potrebbe quindi non reagire ai segni di una potenziale catastrofe poiché non riesce a immaginarla come una possibilità realistica. Tuttavia, secondo Meeker e Nussbaum, le arti potrebbero compensare questo difetto emotivo, stimolare le coscienze e rendere possibile una sinergia tra conoscenze diverse (geoscienze, psicologia, neuroscienze, sociologia), per riuscire a scongiurare il rischio di un cataclisma globale.

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